Di mattina ti guardo anche se
da
tempo non sei più
qui.
Mi
muovo fra le pieghe di quel che
eravamo:
il viso serio, le labbra ferme,
gli
occhi abbassati.
Devo
essere uno spettacolo curioso
per
chi guarda libero dalla mia malattia
e
incomprensibile.
Io
Attraverso le scene della nostra vita
e
c’è sempre qualcosa fuori posto;
metto
gli oggetti del cuore
in
modo diverso,
dispongo
la curiosità d’esistere
in
altra direzione.
Ma
c’è sempre qualcosa fuori posto
uno
spigolo, un grosso armadio,
una
traccia,
un
camuffamento mal riuscito,
un’urgenza
crudele,
intromissioni
tra un sipario e l’altro.
L’ultima
scena è sempre vuota.

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Ciao Gina mia